INSTRUMENT 3: CAGE SCULPTURE

anno 2020 durata 60'
– l’insostenibile pesantezza dell’essere-

 
(dal repertorio della Compagnia Zappalà Danza – prod. 2009)

 
coreografia e regia: Roberto Zappalà
assistente alle coreografie: Fernando Roldan Ferrer
musiche originali : Alfio Antico e Paula Matthusen
altre musiche: John Cage
luci, scene e costumi: Roberto Zappalà
interpreti: CZD2 giovane compagnia zappalà danza
una coproduzione
Scenario Pubblico / CZD – Centro Nazionale di Produzione della Danza
in collaborazione con  
ArtEZ Dansacademie (NL), Pergine Spettacolo Aperto, Stichting Theaterwerkplaats Generale Oost (NL)
e con il sostegno di
MIBACT e Regione Siciliana Ass.to del Turismo, Sport e Spettacolo
 
Instrument 3: cage sculpture è la terza tappa dal progetto Instruments, avviato da Roberto Zappalà nel 2007 con la Compagnia Zappalà Danza e che ha portato all’esplorazione di alcuni strumenti musicali.
Dopo il marranzano della tradizione siciliana (Instrument 1) e lo svizzero hang (Instrument 2), con Instrument 3 Zappalà nel  2009 ha dato spazio ai tamburi dello straordinario Alfio Antico, tamburi realizzati a mano dallo stesso musicista.
Instrument 3 verrà ora ripreso a 10 anni di distanza, dalla giovane compagnia zappalà danza CZD2.

 
“Un male contemporaneo …
Paranoia.
Un termine per definire la condizione dell’uomo (occidentale) contemporaneo?
E’ il 21° secolo, l’età della paranoia?
Forse si. Forse non riusciamo proprio a leggere la realtà, neanche quella che ci riguarda più intimamente, senza questo filtro che tutto distorce, ma che al contempo corre il rischio di liberarci da ogni responsabilità personale.
Se siamo persuasi che c’è qualcuno che vuole farci del male, possiamo scaricare su di lui il peso delle nostre sconfitte.
Le paranoie, grandi e piccole, patologiche e di ogni giorno, sono come un gigantesco tappeto sotto il quale nascondiamo tutto quello che non va come dovrebbe andare, che è bloccato, o che, se va avanti lo fa seguendo una direzione sbagliata. Un tappeto così grande che non è difficile nasconderci dentro anche noi stessi.
La paranoia è il tarlo che ci corrode e sgretola, che fa sì che la tela di ragno che costruiamo ogni giorno, e che chiamiamo vita, ha, spesso, più buchi di quanti ne possiamo rattoppare.”
Nello Calabrò
“I paranoici sono come i poeti . Nascono tali.” J. A . Fieschi 1980