la compagnia zappalà danza in residenza al Teatro Stabile di Catania

la compagnia zappalà danza in residenza al Teatro Stabile di Catania
In occasione del ventesimo anno di attività dalla sua fondazione la compagnia zappalà danza, alla luce degli ottimi risultati riscossi negli ultimi anni anche per merito dell’appoggio produttivo delle istituzioni teatrali della Città, firma con il Teatro Stabile di Catania un progetto che mira ad assegnare alla danza contemporanea un ruolo di maggiore incisività sul territorio. Questa nuova collaborazione nasce dall’esigenza di rendere il rapporto più duraturo e progettualmente più riflessivo, e si concretizza così in una residenza triennale della compagnia zappalà danza presso il Teatro Stabile di Catania, per il triennio 2010 – 2012.
La compagnia zappalà danza gode già della residenza stabile presso Scenario Pubblico, che garantisce la disponibilità alla stessa degli spazi per prove e spettacoli, mentre la residenza presso il Teatro Stabile si distingue in quanto residenza artistica: il Teatro Stabile, infatti, sosterrà la produzione delle creazioni che la compagnia si appresta a mettere in scena nel triennio 2010 – 2012, tutte opere che si inseriscono nell’ampio progetto di Roberto Zappalà “re-mapping Sicily”, tramite cui il coreografo intende rileggere la Sicilia con il suo linguaggio scenico, con la collaborazione di Nello Calabrò per gli aspetti più strettamente drammaturgici.
La collaborazione si apre dal 21 al 31 gennaio 2010 con la ripresa nel cartellone TE.ST gesti contemporanei di A.semu tutti devoti tutti?, spettacolo realizzato nel 2009 con la partecipazione dello stesso Teatro Stabile. In un progetto come re-mapping sicily non si poteva tralasciare l’aspetto della religiosità popolare: partendo da Sant’Agata e dalla sua festa, religiosa e di popolo, teatro della devozione e della finzione, luogo d’amore e di furore, spazio del riscatto e dello sfruttamento, lo spettacolo presenta uno sguardo molteplice e si interroga sulla religiosità popolare; ed è sempre a partire dalla danza, con la sua presenza continua e incalzante, e con l’apporto fondamentale della musica originale di Puccio Castrogiovanni eseguita dal vivo, che vengono alla luce gli interrogativi e si scoprono le contraddizioni e le ambivalenze di uno scenario, al contempo arcaico e contemporaneo, quale una festa religiosa in Sicilia.
Per la stagione 2010 – 2011 la compagnia realizzerà il progetto di Roberto Zappalà “Odisseo”, lavoro sull’emigrazione/immigrazione e sul rapporto che noi bianchi/occidentali abbiamo nei confronti del popolo migrante. Sia il viaggio di Ulisse che molte delle tragiche odissee del tempo presente si dislocano entrambi nella stessa mappa: il mediterraneo. Mediterraneo che vede la Sicilia al suo centro, come sempre la Sicilia è stata tra la massime produttrici di “materiale umano da esportazione” tra ‘800 e ‘900. E l’incontro/scontro con l’altro è la vera sfida del XXI secolo; perché l’altro, come dice Ryszard Kapuscinski, è “lo specchio nel quale ci guardiamo, o nel quale veniamo guardati: uno specchio che ci smaschera e ci denuda e del quale facciamo volentieri a meno”, e anche perché “tutti noi, abitanti del nostro pianeta,siamo altri rispetto ad altri”.
Per la stagione 2011 – 2012, infine, sarà realizzata un’altra creazione con titolo e progetto da definire, ma che si colloca sempre nell’ambito del percorso di Zappalà “re-mapping Sicily”.
L’”invasione” del Teatro Stabile in un ambito differente dalle sue competenze istituzionali, conferma l’evanescenza dei confini disciplinari e l’opportunità di considerare anche la danza all’interno di un più ampio e composito linguaggio teatrale contemporaneo. Da un punto di vista produttivo poi, quest’operazione rappresenta un importante passo, tra i pochi realizzati in Italia, verso una collaborazione virtuosa che si pone l’obiettivo di mettere a frutto le diverse potenzialità di strutture istituzionali e di strutture private.