PERFORMANCE

BOUSSOLE

Ideazione Léa Canu Ginoux
Partitura coreografica & danza Léa Canu Ginoux e Giovanna Velardi
Partitura sonora Philippe Festou, compositore
Collaborazione musicale & esecuzione: Chikako Hosoda, violinista solista
Partitura luminosa & scenografica Pascale Bongiovanni, Léa Canu Ginoux e Nathalie Genot
Ricerca parallela Antropologia del camminare insieme a Maria José Coloma
Produzione MEAARI in coproduzione con FC@PIN.D’OC [compagnia Giovanna Velardi] (Italia)
in partenariato con il Théâtre Nono – Marsiglia (Francia)

Un’ora prima dello spettacolo apertura dell’Archive Exhibit (mostra dell’archivio di BOUSSOLE) per la cui visione e ascolto è consigliato l’uso di auricolari da parte del pubblico.

Progetto transdisciplinare di creazione e di ricerca, riunendo pratiche artistiche, azioni pedagogiche e cittadine, riflessioni contestuali e impegni umanistici.

BOUSSOLE disegna un’estetica in movimento, multiforme.

Installazione
1 trio | 5 partiture

Di fronte a un mondo nel quale l’oscurantismo s’intrufola, BOUSSOLE interroga le questioni
dell’apertura delle menti e della libertà di espressione. Attraverso un processo creativo arrichito di scambi e di incroci, Léa Canu Ginoux esplora e elabora una scrittura interdisciplinare. Basandosi sulle nozioni di cooperazione e di co-costruzione, invita il pubblico ad appropriarsi, modulare e transformare i codici della rappresentazione.
Prendendo conto della messa in gioco che evoca la metafora della bussola e del mandala, la
scrittura delle partiture si sviluppa sui sensi collegati al processo di camminare : liberare, meditare, protestare, incontrare, essere, resistere, migrare, fuggire, rimbalzare.
Circolazione di parole, d’emozioni, di percezioni.

Prima assoluta i 25|26 marzo 2017 a Scenario Pubblico Cia Zappalà Danza – Catania, Italia
Prima in Francia: ottobre 2017, al Théâtre Nono – Marsiglia

“Tra volontà e intuizione, cammino per insistere, per modulare la crepa e comporre il vuoto come un caos che disegna il decollo di un’affermazione”.
Léa Canu Ginoux

“La gente prende la macchina per fare qualche centinaio di metri. Camminare diventa per molti una forma anacronistica in questo mondo di velocità, di rendimento, ecc. Chi cammina è un resistente, non si lascia prendere dal tempo, prende il suo tempo.”
David le Breton, giornale Libération, intervistato da JB Marongiu, 11 maggio 2000

“Oggi esistono luoghi dove è escluso restare fuori in pubblico, quello che compromette gravemente non solo lo stupore del camminatore solitario ma anche l’esercizio collettivo della democrazia. (…) Camminare è tanto un modo di fabbricare il mondo quanto di abitarlo.”
L’Art de marcher, Rebecca Solnit

Intenzione, processo & creazione

Da una decina d’anni, Léa Canu Ginoux attinge la sua ispirazione da correnti vicini alle filosofie orientali. Yoga, Tao e meditazione costituiscono così i fondamenti del suo linguaggio coreografico e artistico.
Attraverso BOUSSOLE, Léa Canu Ginoux invita diversi artisti e pedagoghi ad assemblare insieme le loro forze attorno ad una collaborazione artistica.

La coreografa italiana Giovanna Velardi contribuisce col suo sguardo e il suo “savoir-faire” per fissare la partitura coreografica. Il compositore Philippe Festou e la musicista Chikako Hosoda s’investono nella partitura musicale e sonora. La creatrice di luci Pascale Bongiovanni e la scenografa Nathalie Genot intagliano lo spazio di percezione.

Camminare, ancorarsi, incontrare, sono gli appoggi d’esplorazione e di sviluppo delle partizioni di scrittura coreografica, musicale, luminosa e scenografica di BOUSSOLE.

Trasformare lo spazio in spazio pluridirezionale. Invitare al processo di coscientizzazione includendo l’immaginario, le sensazioni e le emozioni senza manipolare ma piuttosto offrendo uno spazio suggerito. Toccare con le orecchie, vedere col cuore. Sorprendersi, spostare la mente, accogliere l’altro, osare girovagare in sè stessi. Mappare nuovi territori. Come de-costruire e ricostruire altre linee partendo da quelle della bussola? Come costruire la propria bussola
interiore ?