Scenario Danza 2020/21

Panopticon / NanoFestival – WEEK END 2

12 danze sorvegliate speciali 

Ogni serata (ven-sab-dom) avrà due turni: il primo 19:30/20:30, il secondo 21:00/22:00


Tanzanweisungen (It wont’t be like this forever)

Coreografie: Moritz Ostruschnjak
Assistente alla coreografia: Daniela Bendini
Danzatore: Daniel Conant

“Non sarà così per sempre – questo è quello che dice il cartello che il coreografo Moritz Ostruschnjak porta per il palco, mentre il danzatore Daniel Conant si esibisce a Schuhplattler per un pubblico che è correttamente accomodato secondo le nuove linee guida per il contrasto del Coronavirus. I 30 minuti di TANZANWEISUNGEN (istruzioni di danza) sono pieni di riferimenti ironici e autoriflessivi che sfidano qualsiasi definizione specifica. Ostruschnjak rimane fedele allo stile eclettico delle sue ultime produzioni e permette al suo solista di passare senza sforzo dallo Schuhplattler al grand jeté, dal gioco di gambe della boxe alle mosse della break dance e da una référence al salto della corda; l’elemento comune è il suono, il suono martellante, l’applaudire, il respirare, il saltare, il rimbalzare che riempie lo spazio come un ritmo costante. Come se fosse stato ferito, il protagonista si fa strada instancabilmente attraverso il canone estremamente diversificato del movimento, assumendo pose di resistenza, combattimento e vittoria, stilizzando la mascolinità, la cultura giovanile, il balletto classico, la danza da sala da ballo e lo sport in rapida successione – un’assurda sequenza di elementi divergenti che si sovrappongono, ironizzano e si contraddicono l’un l’altro e che, in combinazione, giocosamente ma inesorabilmente conducono in un abisso. Di conseguenza, il pezzo finisce con una canzone provocatoria dei D.A.F., “Der Mussolini”, letteralmente un’istruzione di danza – “dance the Mussolini, dance the Adolf Hitler, dance the Jesus Christ…”


Autunno in Mi minore

Coreografie: Samir Calixto
Danzatore: Samir Calixto, Camilla Montesi

In questo breve duetto, realizzato appositamente per il Parnopticon / NanoFestival, l’idea della malinconia in combinazione con i paesaggi esterni e interni – così presenti nelle opere musicali di Dvòrâk – serve da base per gli eventi sul palco. Una relazione diretta, a volte astratta, con la musica ha luogo, proponendo un’esibizione in cui musica e danza combinate esaltano le sottigliezze sottolineate nelle composizioni.


AeReA

Coreografie, Danzatori: Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi

A E R E A è la prima parte di un dittico che si articola attorno ad un oggetto sin dal principio impiegato per manifestare appartenenza e separazione, marcando il distinguo tra un ipotetico noi da loro. La bandiera.

In costante prossimità, come facenti parte di un’unica anatomia, umani e bandiere compaiono da un fitto buio, lasciando solo a loro la possibilità di manifestarsi in immagini. Le bandiere di un grigio argenteo, si presentano ripulite da stemmi, simboli, sino a raggiungere la loro essenza plastica. Un punto zero privo di connotazioni in cui tutto può emergere, cominciare o sparire. Come appartenenti ad un passato prossimo o remoto, figure fantasmatiche prendono corpo in una partitura di svelamenti, evocando una stretta quanto antica fratellanza tra due oggetti tessili, bandiera e sudario.


Unknown Woman

Coreografie: Mauro Astolfi
Danzatore: Maria Cossu
Luci: Marco Policastro
Musica: AAVV

Una produzione Spellbound con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo- Produzione 2020 parte del progetto Spellbound 25

Unknown Woman è un racconto serio ed immaginario allo stesso tempo, è un raccoglitore di memorie e di pensieri di quello che è accaduto con un’ artista importante  in 20 anni di collaborazione e di condivisione. Io e lei abituati in questi 20 anni a raccontarci alcune cose segrete attraverso dei movimenti, dei portatori sani di verità, una rubrica disordinata dove ho dovuto leggere e rileggere appunti per capire la donna e l’artista.

Forse ci siamo capiti solo in una sala prove e sul palcoscenico di un teatro, ma come si fa a capire un’artista? inseguirla è stato possibile solo con gli occhi e con il cuore, ogni altro modo ti confonde ancora di più e ogni volta devi quasi ricominciare dall’inizio, come ci ripresentassimo e ci chiedessimo per la prima volta il nome.

Non so dove finisce l’immaginazione  e quanto invece ho imparato da lei in questi 20 anni. 

Da sconosciuti siamo ancora in sala, ci osserviamo, ci regaliamo e ci rubiamo cose, ma ci conosciamo bene e per questo camminiamo ancora insieme.