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PATRIA

Un bisogno che si sposta

2013–2017, quattro anni necessari a Roberto Zappalà per operare una rilettura interna della sua creazione che da Anticorpi prende ora un nuovo titolo, PATRIA.

Zappalà cambia il titolo della sua opera per dare peso e rilevanza a quelle situazioni scenico/coreografiche già presenti, e così “rileggere” il concetto di “patria” alla luce della situazione attuale dove “globalizzazione e immigrazione fanno emergere tutta la fragilità delle democrazie e dei valori liberali, mentre spinte populistiche ne destabilizzano i fondamenti politici e sociali”.

Un monito che ci riguarda tutti nel nostro agire quotidiano, un’esortazione a non dimenticare il finale de Le Città Invisibili di Calvino, sperando di riuscire sempre a distinguere nell’inferno/mondo che ci circonda, “quello che inferno non è, e dargli spazio”. Perché, in qualche modo, siamo tutti esuli e “la patria non è un luogo fisico ma un bisogno che si sposta” ( Richard Sennett, Lo straniero).

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progetto: Roberto Zappalà | da un’idea di: Nello Calabrò e Roberto Zappalà | coreografie: Roberto Zappalà | si ringraziano i danzatori per la preziosa collaborazione alla costruzione | danzatori: Gaetano Badalamenti, Maud de la Purification, Alain El Sakhawi, Roberto Provenzano, Fernando Roldan Ferrer, Ilenia Romano, Valeria Zampardi | costumi: Roberto Zappalà | musiche varie: Franz Joseph Hayds, Matthew Herbert, Antonio Vivaldi, Niccolò Paganini, Ludwig Van Beethoven, Johann Sebastian Bach | montaggio del suono, pennelli e colle digitali: Salvo Noto | una produzione: Scenario Pubblico/ CZD | il progetto Sudvirus è stato realizzato in collaborazione con: GoteborgsOperans Danskompani, Civitanova Danza/Amat e Fondazione Nazionale della Danza (Reggio Emilia) | con il sostegno di: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e Regione Siciliana Ass.to al Turismo, Sport e Spettacolo