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Seminario con Stefano Tomassini

(Out of) Focus su Romeo & Giulietta:
perché non siamo la storia di questo balletto

(ingresso libero)

In occasione della riedizione di Roberto Zappalà di Romeo e Giulietta 1.1. La sfocatura dei corpi (già del 2006), queste due lezioni intendono discutere e documentare, attraverso la visione di filmati video, la vitalità di questo balletto nelle sue maggiori versioni coreografiche del Novecento. A partire da quella precocissima e poco nota di George Balanchine per Hollywood del 1938, a quelle più note e celebrate di Leonid Lavrosky (1940), Antony Tudor (1943), Frederik Ashton (1955), John Cranko (1962) e Kenneth MacMillan (1965). Ma anche attraverso le resistenze al mito shakesperiano, e al profondo ripensamento della classicità che esso porta con sé, nelle versioni coreografiche di Maurice Béjart (1967), Angelin Preljocaj (1990), Birgit Scherzer (1993), Mauro Bigonzetti (2006) e Mats Ek (2013), fino ai corpi sfocati e senza cornice della nuova versione di Roberto Zappalà (2016).

stefano tomassini ha studiato teatro e danza; insegna all’Università della Svizzera italiana di Lugano ed è consulente per la danza presso LuganoInScena al LAC; nel 2008-2009 è stato Fulbright-Schuman Research Scholar (NYC); nel 2010 Scholar-in-Residence all’archivio del Jacob’s Pillow Dance Festival (Lee, Mass.) e, nel semestre autunnale 2011, Associate Research Scholar all’Italian Academy for Advanced Studies in America della Columbia University (NYC); dal 2013 al 2014 ha collaborato ai programmi del settore Danza della Biennale di Venezia. Si è occupato di Salvatore Viganò (Premio Marino Moretti) e di librettistica musicale e di danza sul mito di Adone (Pacini Fazzi); ha scritto su Enzo Cosimi (Zona), ha pubblicato gli scritti coreosofici di Aurel M. Milloss (Olschki) e, con Alessio Fabbro, le lezioni del pioniere della danza moderna americana Ted Shawn (Gremese). Ha curato per Treccani (Enciclopedia italiana) un’edizione di opere di Carlo Goldoni e, sempre per Treccani, uno studio sulla ricezione teatrale e musicale del poema di Ludovico Ariosto. Sta scrivendo un libro sull’uso della musica di J. S. Bach nella danza teatrale, atlantica e continentale, del XX° secolo.