Puccio Castrogiovanni

Nato a Catania nel 1962 da una famiglia di artisti e musicisti, comincia fin da piccolo a studiare il piano e a suonare il marranzano e la chitarra in vari gruppi folcloristici di Catania e Acireale. Suona indifferentemente svariati strumenti etnici: dalle tastiere ai plettri, dai fiati alle percussioni. Appassionato di liuteria, possiede una variegata collezione di strumenti delle tradizioni popolari.
E’ uno dei fondatori del gruppo musicale I LAUTARI, con cui da oltre vent’anni svolge un’intensa attività concertistica e discografica. I Lautari si muovono nel solco della tradizione popolare e del suo rinnovamento con un progetto che prevede la ricerca e la rielaborazione di canti siciliani, ma anche la composizione di canzoni inedite nel rispetto dei motivi e delle forme tradizionali. Gli elementi del gruppo sono polistrumentisti e cantanti di lunga esperienza il cui approccio alla musica è essenzialmente acustico, con un’attenzione particolare per il suono degli strumenti tradizionali: mandolino, mandola, mandoloncello, chitarra classica, chitarra acustica, contrabbasso, fisarmonica, organetto, piva, flauti e percussioni. Partendo dal forte radicamento alle origini e dallo stretto legame con la tradizione siciliana colta e popolare i Lautari si sono spinti oltre l’eredità culturale della propria terra, fino alle diverse identità etnomusicali del mondo, misurandosi anche con una prospettiva non esclusivamente autoctona e confrontandosi con impegno e naturalezza con il suono dei più vari strumenti tradizionali, provenienti da diverse parti del mondo (Europa, Sud America, Africa e Medio Oriente).
Il valore musicale e culturale del progetto artistico dei Lautari ha consentito loro di collaborare in teatro con artisti e registi di grande spessore come Pino Micol, Gabriele Lavia, Giorgio Albertazzi, Armando Pugliese, Peppe Barra, e gli ha permesso di partecipare a prestigiose rassegne, come il Club Tenco e ArezzoWave, che hanno riconosciuto la valenza autorale del loro percorso. Inoltre il gruppo ha preso parte alla realizzazione di alcuni film, tra cui "La lupa" per la regia di Gabriele Lavia e "Storia di una capinera", per la regia di Franco Zeffirelli. Nel 2004 i Lautari iniziano a collaborare con la Due Parole – Narciso Records, etichetta catanese fondata da Carmen Consoli ed è anche da questo incontro che scaturisce “Anima Antica”, un album che riassume una parte importante del loro cammino musicale. Il successo lusinghiero riscosso dall’album e le numerose recensioni pubblicate nelle riviste musicali più accreditate aprono nuove porte al live del gruppo in giro per l’Italia e l’Europa, ospiti presso festival di rilevanza internazionale.
Nel 2006 partecipano alla realizzazione dell’album di Carmen Consoli “Eva Contro Eva”, aggiungendo ai suoni dell’album le peculiarità sonore, stilistiche e strumentistiche del loro gruppo, incentrato sul panorama mediterraneo. In concomitanza con l’uscita dell’album, nel Maggio 2006, partecipano al tour promozionale del disco della Consoli, “Dal Simeto al Tamigi”.
Il 15 Luglio 2006 i Lautari partecipano con successo al “Womad” (World Of Music Art and Dance), il Festival mondiale itinerante ideato e fondato da Peter Gabriel.
Alla fine di Aprile è stato pubblicato il nuovo album di Goran Bregovic, Karmen (With a happy end), che contiene un brano scritto dai Lautari, “Focu di raggia”.
Nel 2007 Puccio Castrogiovanni con i Lautari inizia la sua collaborazione con Roberto Zappalà e la compagnia zappalà danza, in occasione della realizzazione di “Instrument 1 <scoprire l’invisibile>”, spettacolo di Roberto Zappalà realizzato nell’ambito di Etnafest Arte, per il quale Castrogiovanni effettua un’interessante ricerca sul marranzano.
Successivamente Castrogiovanni firma anche le musiche di “A.semu tutti devoti tutti”, creazione di Roberto Zappalà, che ha vinto il Premio Danza&Danza quale miglior spettacolo italiano 2009.
Nel 2011 collabora con Roberto Zappalà per la realizzazione delle musiche di  "sud-virus", coreografia commissionata dall’Opera di Goteborg (Svezia) per il Goteborg Opera. La coreografia verrà poi ripresa nel 2013 da Zappalà e Castrogiovanni per la Compagnia Zappalà Danza, e rielaborata nello spettacolo "Sudvirus, il piacere di sentirsi terroni"