INSTRUMENT JAM

anno 2017 durata 70'

coreografie e regia Roberto Zappalà
musica originale (dal vivo) Puccio Castrogiovanni
danzatori Adriano Coletta, Alain El Sakhawi, Gaetano Montecasino, Roberto Provenzano,
Antoine Roux-Briffaud, Fernando Roldan Ferrer, Salvatore Romania
ai marranzani (scacciapensieri) Puccio Castrogiovanni
percussioni e hang Arnaldo Vacca
testi di Nello Calabrò
luci, scene e costumi Roberto Zappalà

una coproduzione Scenario Pubblico/ Compagnia Zappalà Danza – Centro di Produzione della Danza e Orizzonti Festival. Fondazione

la compagnia zappalà danza è sostenuta da
Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Regione Siciliana Ass.to del Turismo, Sport e Spettacolo

Instrument Jam è lo spettacolo che va ad aggregare tutti gli strumenti del progetto Instruments di Roberto Zappalà, che è stato sviluppato dal coreografo nell’arco di più anni in tre tappe consecutive, dedicate a tre diversi strumenti: il marranzano (Instrument 1 ), l’hang (Instrument 2 la sofferenza del corpo), i tamburi di Alfio Antico (Instrument 3: cage sculpture). Un desiderio che Roberto Zappalà aveva sin dall’inizio del progetto ma che si concretizza adesso alla soglia delle 100 rappresentazioni di Instrument 1, lo spettacolo della compagnia che ha maggiormente circuitato nel mondo e che compie 10 anni dalla creazione.

Ed è proprio sull’impianto coreografico di Instrument 1 che si sviluppa Instrument Jam. In questo caso il virtuoso di marranzani Puccio Castrogiovanni viene affiancato da un altro straordinario musicista, Arnaldo Vacca, ai tamburi e all’hang. La partitura di Instrument 1 viene così articolata su più voci per la scoperta di ritmi e sonorità innovativi e di grande impatto.

In scena insieme ai musicisti i sette danzatori della Compagnia Zappalà Danza, tutti uomini, che interpretano con vigore e arroganza una Sicilia senza confini, dove la tradizione e il moderno si incontrano, si incrociano, si fondono.

Con Instrument I Roberto Zappalà ha anche avviato re – mapping sicily, un percorso intrapreso dal coreografo al fine di rileggere la Sicilia attraverso il suo linguaggio scenico .

Dall’ ”inizio” ogni viaggio degno di questo nome è legato ad una mappa; che si segua prima di incominciarlo o che si disegni al ritorno, la mappa è sempre un viaggio.
Si può viaggiare anche attraverso i concetti, i luoghi comuni, gli stereotipi, le credenze, le abitudini di un luogo le cui mappe sono logorate per il troppo uso ed è urgente approntarne di nuove.
Borges insegna che la mappa non è il territorio, a maggior ragione se il territorio in questione è la Sicilia, perché, come diceva Gesualdo Bufalino, la Sicilia non esiste, ci sono cento Sicilie e ognuna ha altrettante interpretazioni. Per interpretare servono gli strumenti e lo spettacolo si fa carico, nel senso letterale e metaforico, di uno di questi, il marranzano, per farne strumento d’interpretazione, per aprire strade e percorsi che la danza ci propone in maniera dolce e oscura. Ogni strumento è anche una protesi, e la protesi marranzano serve a pescare nel “mare” Sicilia.
Un altro nome popolare di questo strumento è, chi sa perché, scacciapensieri, e la danza dello spettacolo ha l’ambizione alta, com’è giusto che sia, non di scacciarli, ma di farli venire.

Instrument1- scoprire l’invisibile è la prima “camminata” di un viaggio più grande, quello di re-mapping sicily, un progetto per viaggiatori non per turisti perché:
“camminare è una virtù, il turismo è un peccato mortale” (Werner Herzog)