ASCOLTANDO I PESCI

anno 2003 durata 60'
dal progetto "Corpi incompiuti"
 
coreografie e regia Roberto Zappalà
musiche originali Nello Toscano
  
interpreti  Laura Anastasi, Liliana Barros, Daniela Bendini, Sonia Condorelli,
Nunzio Impellizzeri, Jordi Martin, Alberto Piuzzi, Alessandra Scalambrino
 e con la partecipazione di Piero Sammataro
 
testi  Nello Calabrò
Video Nello Calabrò e Roberto Zappalà
luci, scene e costumi Roberto Zappalà
aiuto costumista  Nunzio Impellizzeri
responsabile tecnico Francesco Noé
ingegnere del suono  Gaetano Leonardi
foto Gianmaria Musarra
 
una coproduzione  
compagnia zappalà danza – Scenario Pubblico – Benchmarkin’fest
 
con il sostegno di
Ministero per i Beni e le Attività Culturali Dipartimento Spettacolo
Regione Siciliana Assessorato Beni Culturali
 
13 novembre 2003 prima assoluta Catania, SCENARIO PUB.BLI.CO "Benchmarkin’fest03”
 
 
Niente come i pesci, nell’immaginario occidentale, ha rappresentato il segno e il simbolo di qualcosa (d’altro): dal sacro al profano, da Cristo all’organo sessuale maschile.Ma per antonomasia, e più di tutto, i pesci sono muti, e si é muti come un pesce. Il nuovo spettacolo dalla compagnia zappalà danza parte dai pesci per indagare il silenzio, i silenzi, i vari tipi di silenzio, cercando di scolpirne le forme, il brusio, le leggi. E non é un caso, infatti, se "legge del silenzio" é, in quasi tutte le lingue del mondo, la traduzione letterale di quella parola che esiste solo nella lingua (e nella società) italiana: omertà. L’omertà, la famiglia, il silenzio; il potere, la paura, ancora il silenzio. I muri di gomma, metaforici e no, contro i quali, letteralmente, danzano i ballerini, un sub che in tempo reale compie un suo enigmatico percorso, i suoni del mare e su tutto i pesci; i pesci che, con la loro presenza, in un acquario "schermo televisivo", possono farci dubitare su chi é veramente ad essere al di qua del vetro. Uno spettacolo che cerca di porre più domande di quanto non voglia e possa dare risposte, e che, grazie alla danza mostra quei momenti in cui / l’estremo bisogno di comunicare, (…) coincide con l’estrema incapacità di parlare (Peter Handke)