Pasolini nell’era di Internet

anno 2000 durata 60'
liberamente ispirato al testo "Tra reale e virtuale: Pasolini nell’era di Internet" di Guido Nicolosi

coreografia e regia roberto zappalà
musica originale nello toscano

costumi roger salas
scene roberto zappalà
disegno luci marco policastro
ingegnere del suono gaetano leonardi
 

interpreti sonia condorelli, linda magnifico, manuela maugeri, alessandra scalambrino, alessandro di carlo, giuliano guerrini, sandro vacca, roberto zappalà
 
 
tromba dino rubino
 
 
una coproduzione  compagnia zappalà danza – Città di Catania –  BIG Torino 2000 – La Danza, Teatro A.Ponchielli di Cremona
 
con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali Dipartimento Spettacolo –  Regione Siciliana – Provincia Regionale di Catania – Città di Catania
Prima assoluta: 11 aprile 2000 , BIG Torino 2000

 

Con questo lavoro Roberto Zappalà continua il percorso alla ricerca delle <<segrete identità>>. Sarà, infatti, proprio l’identità, il protagonista nascosto (neanche tanto) delle intense costruzioni coreografiche della danza. Ancora una volta, inoltre, questa ricerca passerà attraverso un itinerario privilegiato : la riscoperta e la riprogettazione del corpo.
Perchè, allora, scomodare un personaggio unico come Pier Paolo Pasolini per un simile progetto artistico ? Perchè, ancora una volta, Pasolini è in grado di indicare le cruciali contraddizioni del nostro futuro. Un futuro dove sempre più il reale ed il virtuale, la loro opposizione o la loro fusione, andranno a permeare il nostro agire, il nostro statuto antropologico. Questo lavoro intende "riflettere" questi possibili percorsi oppositivi e consonanti, utilizzando come osservatorio proprio le dimensioni centrali del reale secondo Pasolini: i corpi e i luoghi, e le loro trasformazioni nelle nuove reti telematiche. E saranno i corpi e i luoghi pasoliniani a volteggiare tra le metamorfosi virtuali rappresentati dalla danza. Il reale di Pasolini, quindi. Un reale che assume le sembianze sensuali, lascive ed esuberanti del corpo, i suoi "odori endocrini" e le ormonali secrezioni che richiamano la profonda qualità sessuale della natura. Ma un reale che assume anche le forme dei luoghi. I luoghi di un’esistenza marginale e carica di spontanea vitalità, i luoghi della strada e della sua pervasiva carica metaforica.