Oratorio per Eva

anno 2014 durata 60'

Transiti Humanitatis #2
ORATORIO PER EVA

nuova creazione
Prima assoluta 3/4/5 dicembre 2014
Teatro Odeon, Vienna – per Impulstanz Specials

All’interno del progetto Transiti Humanitatis, “Oratorio per Eva” è la creazione che Roberto Zappalà dedica appunto a Eva, figura simbolica per eccellenza. L’’Eva biblica, al contempo prima donna e madre dell’umanità, diventa, senza soluzione di continuità, la danzatrice che la porta in scena e la donna di oggi; in un “racconto” in prima persona, che si fa, suo malgrado, specchio di una condizione ancora non pacificata e di quotidiana violenza.

da un’idea di Nello Calabrò e Roberto Zappalà
coreografia e regia Roberto Zappalà

musiche:
musiche originali Giovanni Seminerio
altre musiche Claudio Monteverdi, Madrigali (dal libro II “Non si levava ancora l’alba novella”, “E dicea l’una sospirando allora” ,“Non m’è grave il morir”)

interpreti:

danza e collaborazione Maud de la Purification
al violino Giovanni Seminerio
voci Quintetto Zefiro
in scena anche dieci corpi in transito

luci, scene e costumi Roberto Zappalà
realizzazione scene e costumi Debora Privitera
foto Lorenzo Gatto

il progetto Transiti Humanitatis è una produzione
compagnia zappalà danza – Scenario Pubblico international choreographic centre Sicily
in collaborazione con
Impulstanz (Vienna)
Teatro Garibaldi/Unione dei Teatri d’Europa (Palermo)
Teatro Comunale di Ferrara
Teatro Massimo Bellini Catania

Oratorio per Eva è, dopo “Invenzioni a tre voci”, la seconda tappa del progetto Transiti Humanitatis; ulteriore cammino di un percorso che avrà come stazione d’arrivo, inizio 2016, la produzione I am beautiful.
Creazione per sola danzatrice, violino, un ensemble di voci barocche, e una decina di amatori selezionati dal pubblico, il transito in questione parte da una dichiarata e onesta riformulazione di un vecchio progetto sulla sofferenza del corpo rivisto da una diversa angolazione e prospettiva, sia scenica che concettuale.
Con la figura di Eva, al contempo personaggio biblico e emblematica prima donna, danzatrice e donna di oggi, si vuole “raccontare” una nascita che è sofferenza e liberazione, dolore e consapevolezza, bellezza e affermazione di sé; un passo ulteriore per tracciare un aspetto fondamentale dell’umanità e della sua bellezza.
Un parto che dal paradiso porta al caos dell’umanità, in una genesi di secondo grado dove la vera nascita di Eva e dell’umanità è quella del dopo la cacciata dal paradiso terrestre; è quella della consapevolezza, della parola e del racconto.
La danza si impossessa delle parole di Mark Twain, tratte da “Il diario di Eva”, che sfumano in maniera impercettibile in quelle della danzatrice/interprete, per incorporarle letteralmente in sé, facendole diventare corpo in movimento.

Attraverso una danza spigolosa ma anche tenera, dolce e anche violenta, scopriamo gli smarrimenti e le paure, i dubbi e le certezze di un’Eva simbolica e reale che si trasfigura nella danzatrice che la interpreta / rappresenta, e nella donna; in ogni donna. In ognuno.